Definiamo la Building Automation

Definiamo la Building Automation

Tutto è iniziato a fine 2015, quando è entrato in vigore l’ecobonus al 65% per la messa in opera di dispositivi multimediali, più tardi definiti in ENEA “Building automation”.

Ma cosa dice ENEA precisamente? Indica che è agevolabile: l’installazione e messa in opera di sistemi di Building Automation, che consentano la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva, compreso il loro controllo da remoto attraverso canali multimediali.

Quindi possiamo occuparci anche solo di uno di questi tre impianti, ma considerando che in una casa generalmente circa l’80-90% dell’energia è speso per il riscaldamento invernale (almeno nelle regioni settentrionali) è corretto occuparsi almeno di questo servizio.

L’intervento inoltre vale per le unità abitative e quindi sono esclusi (speriamo solo per ora) gli immobili ad uso commerciale, i quali in verità potrebbe essere ancora più indicati per questa tipologia di efficientamento. 

I dispositivi devono eseguire queste tre funzioni:

  1. mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati;
  2. mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
  3. consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto.

Analizziamoli punto per punto.

Riguardo il primo il sistema inserito deve misurare i consumi energetici, nello specifico bisogna considerare i consumi nella forma di energia utilizzata per riscaldare la casa. Questo significa che se il generatore è una pompa di calore, sarà sufficiente misurare il suo assorbimento di energia elettrica. Diverso se siamo di fronte ad una caldaia a gas naturale, dove dovremmo misurare i consumi di gas, cosa ben più complicata. Qui ci viene in aiuto il decreto ministeriale “requisiti tecnici” che ci indica che sono ammessi sistemi di calcolo indiretto, ad esempio sistemi che calcolano i consumi di gas dalla quantità di calore generato, oppure attraverso altri algoritmi purché tecnicamente validati.

Riguardo il secondo punto il dispositivo deve dirci cosa sta succedendo in casa, ad esempio se l’impianto è acceso, la temperatura corrente, le zone attualmente attive e lo stato della loro regolazione. È quindi necessaria che sia presenta una interfaccia uomo/macchina che ci mostri tutti questi dati in modo comprensibile, anche all’utente meno esperto.

Il terzo punto richiede che l’interfaccia uomo/macchina del punto precedente possa avvenire anche attraverso strumenti multimediali (di solito saranno il telefono o un PC) e che si possa fare una programmazione settimanale dei parametri sempre attraverso queste interfacce.

Ultima richiesta normativa è che questa tecnologia deve portare il sistema regolato almeno al livello “B” della norma 15232.

Questa norma tratta i sistemi automatici per il controllo dei servizi negli edifici, ad esempio ci spiega i vari sistemi di funzionamento di un sistema di riscaldamento, dal più semplice (livello D) al più complicato ed efficiente (livello A). Quindi i sistemi di building automation devono gestire il servizio oggetto dell’intervento almeno ad un livello B chiamato anche “avanzato”. Sarà compito del progettista, ma soprattutto del costruttore del sistema dichiarare che il suo prodotto afferisce a questo livello.

Specificato cosa sono i sistemi di building automation possiamo ora anche capire cosa non lo sono, ad esempio un sistema d’allarme non lo è, come nemmeno una gestione domotica delle luci, sistemi certamente utili ma che non sono incentivati né dall’ecobonus né dal superbonus.

Concludendo va ricordato che questi sistemi sono molto efficaci nell’efficientare energeticamente casa nostra, soprattutto possono causare, a parità di spesa, un impatto in efficienza più importante di altri interventi, come la sostituzione delle finestre o della caldaia. Sono quindi sempre raccomandati e non per altro sono incentivati dallo Stato fino al 110% della loro spesa.